La storia

Cenni Storici sul Castello di Ivano

La Valsugana è una valle percorsa dal fiume Brenta e forma un canale naturale di collegamento tra il Trentino Sud-Orientale, la pianura Veneta e il Mare Adriatico. Questa sua caratteristica geografica ne condiziona le vicende storiche.

I più antichi abitanti erano genti euganee, l’appartenenza del territorio alla cultura veneta è confermata dall’assegnazione della regione a Feltre, già dai tempi della ripartizione sotto Augusto.

Con la caduta del Sacro Romano Impero, si passa alla fase delle invasioni di Goti e Longobardi ed a loro viene attribuita, dallo storico Montebello del 1700, la costruzione del primo nucleo fortificato di Ivano nel 590 d.C.

In un documento del 1187 si menziona per la prima volta il signore di Ivano, allora “ministeriale”, ossia delegato di potere del Vescovo di Feltre cui, per investitura di Corrado il Salico, apparteneva la Bassa Valsugana. Questa convergenza di potere temporale e spirituale portava ai vescovi infeudati notevoli problemi; con il tempo si consolidano le famiglie di “dinasti” inizialmente subordinate all’autorità vescovile poi sempre più autonomi.

In questa chiave va analizzato il susseguirsi di Signorie che hanno lasciato segno del loro passaggio al Castello di Ivano.

Le vicende si svolgono attraverso un incerto XIII secolo, nella crisi di potere tra i vescovadi di Feltre e di Treviso: epoca dei da Romano e dei da Camino, Signorie del Trevisano; un travagliato ‘300-‘400 con i Dalla Scala, i da Carrara, i Visconti, i Veneziani. Nel 1375 circa, durante il dominio dei Carraresi, sulla torre di Castel Ivano viene impresso lo stemma della casata caratterizzato dalle quattro ruote e dalle due assi di un carro tuttora presente. Nell’alternanza di queste Signorie padane si inseriscono i duchi d’Austria, conti del Tirolo. Alla fine del Cinquecento, con Massimiliano I d’Austria, si chiude il tentativo di prevalenza del Sud; il consolidamento politico di Ivano è definitivamente verso il nord asburgico.

Sotto la casa d’Austria la giurisdizione del Castello è affidata al Capitano Trapp che comincia importanti lavori di ristrutturazione. Nel 1525 il capitano del Castello Giorgio Pucler venne ucciso nel corso della cosiddetta guerra rustica, rivolta scoppiata in Germania che si estese anche alla Valsugana.

Nel 1679 i Conti Wolkenstein-Trotsburg ricevono in feudo Castel Ivano poi ottenuto a titolo perpetuo nel 1750 da Maria Tersa d’Austria. Da questo momento il feudo cade nelle successioni ereditarie. Con il trasferimento della sede di giurisdizione a Strigno (1830) muta l’importanza storica di questo castello, per tanti secoli così presente nelle vicende della Valsugana. Con il feudatario Conte Leopoldo di Wolkenstein, si consolida la funzione di abitazione privata, in quest’epoca il castello viene completamente restaurato.

Durante la Prima Guerra Mondiale il castello al confine tra Austria e Italia è sede di entrambi i comandi e subisce danni e devastazioni.

Con la scomparsa dell’ultimo Wolkenstein, il conte Antonio, nel 1913, i suoi eredi cedono il Castello di Ivano, fortemente danneggiato dai violenti scontri bellici, all’amministratore del maniero, Franz Staudacher di Brunico, abitante con la famiglia nelle mura di Castel Ivano dal 1901. Con l’aiuto dei suoi figli, Franz Staudacher si prende cura della struttura architettonica, dei parchi e dei terreni lavorando alla riqualificazione di Castel Ivano per riportarlo agli antichi splendori. I nipoti di Franz Staudacher attuali proprietari del Castello stanno portando avanti l’imponente opera di conservazione per continuare a conservare vivo il ricordo di un luogo che tanto ha significato nella storia della Bassa Valsugana.